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AvA, il moombahton declinato in Italia (ma non solo)

1 Marzo 2019Category : Blog

L’ennesimo artista che si presenta senza mostrare il volto e senza voler parlare troppo di sé in termini concreti e reali? Sì, certo. Ormai non fa più notizia e anzi, avanti di questo passo saranno meno i poveri cristi che si presenteranno declinando le proprie generalità e il proprio curriculum vitae passato, oltre che mostrando il proprio volto, rispetto a quelli che invece vogliono confondere le acque ed essere reticenti su questo e su quello.

Però nel caso di AvA qualcosa di particolare c’è: non tanto e non solo la dichiarata scelta di cimentarsi nel moombahton (secondo le sue stesse parole, “La versione coatta e spinta del reggaeton”), qualcosa che in effetti in Italia è ancora nicchia anche se è da mo’ che nel mondo domina militarmente le classifiche (Diplo per dire ha mangiato la foglia in tal senso da secoli…), quanto il fatto di provare a farlo dando dei contenuti in più, musicali e lirici.

Abbiamo infatti avuto modo di sentire in anteprima il disco intero (che vede alle produzioni la stessa AvA, che ha già una storia nel business musicale ma – vedi un po’ – non ha al momento intenzione di rivelarla, ed Alessio Sbarzella, uno che ha una preparazione solida, non insomma il regazzino che ha scoperto l’altro ieri la musica fatta col laptop ma uno con un curriculum piuttosto corposo ed altamente professionalizzato).

Il risultato è fresco. Atipico, sotto più di un punto di vista. Certo, il piglio “facile” e terra-terra del moombahton c’è, ma come dicevamo sia nei suoni che nei testi affiora anche qualcosa di più; e comunque, non va a seguire l’ondata trap dominante ma affronta invece con piglio e personalità (e prospettiva femminile) la materia “musica urban”.

Meno male: c’è bisogno eccome di questo approccio, per uscire dalla tenaglia trap + itpop che pare monopolizzare le musiche nuove” che vogliono essere comunicative e non solo di nicchia.

E insomma: siamo lieti di presentare in anteprima il primo estratto dall’album in arrivo con date ancora TBC, 24 ore in anticipo rispetto alla release ufficiale. Ascoltate e, se vi solletica l’interesse, prendete nota.

Damir Ivic

Scrive di musica a trecentosessanta gradi (con predilezione per l’elettronica). Odia chi resta solo in camera ad ascoltare (perché suoni e sensazioni vanno vissuti sul campo). Storica firma del Mucchio. Responsabile di produzione per Dna Concerti. Autore di libri editi per Arcana. Collaboratore di vari festival. Occasionalmente copywriter. Inspiegabilmente tifoso dell’Hellas Verona.

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